Informativa privacy breve

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Cookie law ed informativa per blog e siti ospitati su piattaforme come blogger, wordpress, altervista

L'entrata in vigore di quella che gli addetti al settore chiamano "cookie law" ha provocato non pochi dubbi e problemi per tutti quei titolari di blog e siti amatoriali ospitati su piattaforme open source come blogger, wordpress ed altervista.

All'uopo, pertanto, si rende necessario fare un pò di chiarezza in subiecta materia, attese anche le pesanti sanzioni previste nel caso di violazione della materia in questione.

Va però, preliminarmente chiarito come, in attesa di pronunce giurisdizionali ovvero di provvedimenti specifici del Garante della privacy, le considerazioni che seguono devono essere assorbite cum grano salis, con la coscienza dei diversi limiti che il diritto impone (primo fra tutti quello di non essere una scienza esatta).

Per cui, cosa è cambiato per i singoli privati possessori di un blog? Essi devono adoperarsi per creare un banner o un'informativa estesa ovvero tale obbligo ricade solo sulle società titolari delle piattaforme che li ospitano?

Il nuovo art. 609 c.p.c. ed i beni all'interno dell'immobile

 Il nuovo art. 609 c.p.c., riguardante la presenza nell'immobile presso il quale eseguire il rilascio di beni mobili estranei all'esecuzione, è stato profondamente modificato ad opera del D.L. n. 132/2014.

Nella sua precedente formulazione esso prevedeva che "se nell'immobile si trovano cose mobili appartenenti alla parte tenuta al rilascio e che non debbono essere consegnate, l'ufficiale giudiziario, se la stessa parte non le asporta immediatamente, può disporne la custodia sul posto anche a cura della parte istante, se consente di custodirle, o il trasporto in altro luogo [..]" .

Tale norma,come è evidente, poneva non pochi problemi ai poveri proprietari di appartamento che, riusciti a rientrare nel possesso dell'immobile dopo una lunghissima procedura di sfratto, si trovavano nella spiacevole situazione di dover custodire i beni del debitore, onere questo che allungava di parecchio i tempi di effettivo rilascio dell'immobile da parte del debitore (che deve rilasciarlo, a norma di legge, libero da cose), ovvero chiederne a proprie spese l'asporto.

Delle due la scelta più attuata restava comunque la seconda dato che le parti istanti erano sempre restie ad assumersi la custodia dei beni preferendo, nel caso in cui nell'immobile fossero presenti beni mobili, chiedere l'assistenza di un Istituto Vendite Giudiziario al fine di consentirne il trasporto e la custodia presso gli stessi, consentendo così il vero possesso pieno dell'immobile.


I problemi che portavano queste soluzioni erano che, nel primo caso, l'immobile non risultava veramente libero fino all'asporto (caricandosi pure dell'onere della custodia) mentre, nel secondo caso tutte le spese di asporto e custodia dovevano essere anticipate da parte istante e anche nel caso in cui i beni fossero stati di scarsissimo valore tale procedura non era evitabile.

Il mutuo e gli interessi usurari

Il contratto di mutuo è normalmente considerato quale specifica obbligazione pecuniaria dove una parte mette a disposizione dell'altra una somma di danaro e quest'ultima si obbliga a restituirne altrettanto.

Per specifica disposizione di legge, inoltre, il mutuatario deve corrispondere gli interessi sulle somme prestate dal mutuante. Tali interessi, di per sè legittimi, possono se sproporzionati ovvero eccessivi, diventare usurari e, quindi, non dovuti (neppure in misura legittima).

Sulla base di questi semplici principi in giurisprudenza sono oltre 20 anni che si discute del carattere usurario o meno degli interessi. Discussione che prende sempre maggiormente vigore a seguito dei diversi interventi del nostro legislatore volti a mitigare gli effetti delle sentenze favorevoli ai consumatori e contrarie alle banche.

Non pare inutile esercizio di stile ricostruire brevemente la vicenda storica attesochè in dipendenza della data in cui abbiamo stipulato il mutuo si potrà pervenire a differenti risultati.